Tappa 03: Dal Monte Staffola a Vetto

17.2 473 709 717 311 5h

Tappa non eccessivamente lunga ma, forse più di altre, assai ricca di emergenze naturalistiche e storiche: corsi d'acqua con mulini, siti geologici con scoperte e scavi tuttora in atto. Attraversati alcuni borghi piacevolmente isolati (almeno per il gusto di chi ci passa), si raggiunge il centro di Vetto, dotato di ogni opportunità (Municipio, negozi, ristoranti/pizzeria, banca, farmacia, edicola) per una tranquilla sosta di fine tappa, avendo anche già percorso circa 45 km dall'inizio del trekking.

Segnalazioni

  • Purtroppo, nel tratto poco oltre l'attraversamento del Torrente Tassobbio, non è possibile accedere, come sempre veniva consigliato con breve uscita dal percorso principale, alla spettacolare cascata sul Rio Tassaro, causa un disastroso distacco di massi rocciosi che hanno ostruito il passaggio.

Descrizione della Tappa

Dal luogo prescelto per il pernottamento, ci si ricongiunge al SD nei pressi del Monte Staffola o nelle sue vicinanze, per proseguire il cammino fino all'abitato di Borzano (con una pregevole Chiesa, una bella casa-torre e il "volto di pietra”) e raggiungere il suggestivo borgo di Crognolo. Si abbandona il borgo e si percorre in discesa una comoda stradina che, superata la stupenda casa-torre di Lesignola, conduce al famoso Mulino di Chichino ancora in attività dimostrativa (grazie alla disponibilità del proprietario). Attraversato il ponte sul Torrente Tassobbio, il sentiero tende sempre più a inerpicarsi fino a sbucare nei pressi di Crovara, luogo che racchiude storia (Chiesa di S. Giorgio, ruderi della Rocca), e attualità (Ostello La Rupe di San Giorgio). Riprendendo il cammino, ci si immette presto nel cuore più naturalistico della tappa, le boscose valli del rio Tassaro e del torrente Riolco (ZSC Rio Tassaro), con la singolare e misteriosa pietra del Monte Lulseto, antico luogo di culto  legato alla venerazione delle rocce. Si prosegue poi tra un susseguirsi di borghi, ognuno con caratteristiche proprie: Legoreccio (con la Corte dei Da Palude e il monumento a ricordo dell'eccidio del 1944), Pineto (altra Corte dei Da Palude e casa-torre) e Spigone (stretti viottoli tra arcate in pietra e Locanda del Rebecco). Quindi si riprende in quota costante la traversata fino a località Costa dalla quale, con ampia vista sulla Val d'Enza, inizia la discesa verso Vetto, dove ci si potrà rilassare per affrontare, rigenerati, le tappe successive. 

Informazioni utili

  • Mulino di Chichino: per un'eventuale visita guidata, da concordare per tempo, contattare il proprietario Giuseppe Salsi (Tel 0039 348 7292337)
  • Nei borghi di Pineto e Spigone vi sono strutture che possono offrire ristorazione: consultare la mappa interattiva del sito per individuarli. Si raccomanda di prenotare sempre in anticipo.
  • Nel borgo di Vetto o nelle vicinanze e vi sono varie strutture che possono ospitare il viandante per il pernottamento: consultare la mappa interattiva del sito per individuarli. Si raccomanda di prenotare sempre in anticipo.

Vi preghiamo di segnalare eventuali criticità o proposte di miglioramento dell'itinerario scrivendo a cairesentierodeiducati@gmail.com . Grazie per il vostro aiuto!

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